Non so come mi sia venuta l'idea di andare a Venezia. Per motivi personali è una città che nn ho mai amato e altri me li sono creati sulla base di esperienze negative. Comunque la scusa per andarci è stata la fotografia e drl carnevale. Così martedì sono andato,naturalmente in treno. Ho scelto un treno diretto,in modo da arrivare in tarda mattinata. Sul treno, quasi vuoto, posso fare due cose: o dormire o guardare fuori dal finestrino. Mentre guardavo scorrere il paesaggio ho pensato all'ultima volta che ho preso un treno...nn ricordo qunto tempo fa...saranno venti anni. I miei ricordi vanno all'infanzia,più che ricordi flash, quando da bambino mi spedirono in colonia: un grigio marciapiede, la massicciata color ruggine, la scritta FS sui vagoni fermi anche loro color ruggine e l'odore del carbone bruciato e lo sbuffo della locomotiva. Poi per anni nulla, fino ai tempi dell'università: la ressa del lunedì per prendere posto sulle due carrozze della scalcinata litorina che portava a Bologna. Anni di viaggi scomodi,spesso in piedi,sempre uguali. Neanche il tempo di finire l'università che i miei viaggi in treno cambiano destinazione, e sono viaggi tristi. Viaggi con la divisa addosso, quella del fante. Interminabili tradotte con vagoni stile far west e viaggi che a me sembravano lunghi per tornare a casa in licenza. Ricordo con triste amarezza il primo viaggio, quello che mi ha portato ad Orvieto, al car, con la prospettiva di un anno da dimenticare. POi Trieste,con la casema troppo lontana dalla stazione, e poi curiosamente Bologna. Finito il servizio militare mi trovo a fare l'emigrante per lavoro nel veneto, altri treni, anche questi scomodi e lenti.Finchè nn mi son comprato una macchina usata. Così basta treni mi sono detto. Invece un anno mi son trovato ad andare a Castelfranco V. tutti i giorni per lavoro. Tre treni, da Vittorio a Conegliano, di lì a Treviso e poi fino a Castelfranco: in un anno solo una volta sono arrivato in orario e quel giorno nevicava!. Una volta seduto sul treno pronto per partire arriva un tale e dice : SCENDERE..c'è una bomba sul treno. Allora torno a casa e prendo l'auto , che visto il tragitto nn è comoda. Una volta aspetto la coincidenza a Conegliano e il treno nn arriva..era fermo a 20 Km..una donna ha deciso di terminare la propria vita buttandosi sotto. E lì mi viene in aiuto un amico con l'auto, ma solo fino a treviso. Altre volte, molte volte, arrivando a treviso vedere il treno per Castelfranco che parte. Che vita! Per fortuna in questi viaggi si fanno pure amicizie. Poi altri treni nn li ricordo.....e arrivo a Venezia. Era ora
Scendo e mi fermo per un panino veloce, quindi mi incammino per piazza S. Marco e sicuramente sbaglio strada, perchè mi perdo. Chiedo a qualcuno, ma mi risponde che è francese. Cmq arrivo, l apiazza è illuminata da uno splendido sole e fa pure caldo. Il colpo d'occhio è stupendo...bello mi dico. Mi aggiro tra i piccioni e i turisti che li ingozzano inizio a scattare foto. Non c'è molta gente, ma ci sono belel maschere che è possibile fotografare con calma e spazio e sono disponibili alla posa. Poi mi accorgo che molte maschere, bellissime si fermano davanti alle colonne di palazo ducale e li attorno ressa di gente che scatta e ci diamo fastidio l'un l'altro. Gente con telefonini, con mini digitali, con macchine vecchiotte e super professionali. Qualche foto mi risulterà coperta da una testa una mano una schiena. Poi un segnale inquietante...batterie esaurite. Va bè ho quelle di riserva, che però nn hanno tenuto la carica e risultano inutilizzabili. Allora per fare qualche foto tolgo tutti gli automatismi per risparmiare energia, e inevitabilmente qualche foto risulta nn esposta bene. Vado nelle calli attorno per comprarne di quelle usa e getta, e prendo 4 duracell a prezzo maggiorato. Le maschere sono bellissime e mi faccio prendere dalla foga clik clik, finchè diventa arduo scattare con tranquillità, la ressa aumenta. Stranamente nn ci sono bambini in maschera, poi penso che nn è giorno di festa. La confusione aumenta e alcune foto mi vengono male per questo. Allora decido di andarmene, se resto un altro po forse imparo il giapponese.
Ritorno verso la stazione e stavolta per la strada giusta e mi trovo a passare per piazze e calli stupende e senza anima viva..bellissimo mi dico..mi piace così Venezia.
Il treno stavolta è pieno e a fatica trovo da sedere, aConegliano aspetto mezzora l'ultimo treno.
Ma va bene così...ho fatto la pace con Venezia.








